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mercoledì 2 dicembre 2015

2. Aspettando il Natale insieme

Un atterraggio morbido

Perché cosa si può desiderare di più quando senti che stai scivolando e capisci che la caduta è inevitabile? Bene, vi dico ripensateci, in certi casi preferisci di gran lunga un atterragio duro, durissimo!

Un po' di anni fa, quando ancora ero giovincella conducevo una vita avventurosa. Più di oggi? Mi direte voi, sì! No, forse no! Non lo so, ma era avventurosa in un altro modo!

E tra un'avventura qua e un'avventura là sono finita a far parte di una spedizione scientifica in Nepal (che se metti l'accento sulla a fa anche rima) :-).

Spedizione in Nepal
Io, l'unica faccia bianca :-)
Mi sarei dovuta occupare del carotaggio degli alberi.

Al lavoro in Nepal
Al lavoro e aspettando il pranzo, distrutta e affamata!
WOW! Partivo a settembre. Il medico della spedizione mi aveva consigliato di mettere su un po' di chili durante l'estate perché sarebbe stata dura, giorni di cammino ad alta quota e poco da mangiare. E così feci, mangiai come non mai. Partii. Tra uno scalo ed un altro arrivammo a Katmandu e alcuni di noi non ricevettero il bagaglio, tra quelli c'ero io. Avevamo altri voli interni da prendere, quelli che devi rincorrere su una pista sterrata, quelli che non sei mai sicura quale è il giorno che arrivano e che partono. Insomma mi avevano detto che non potevo restare a Katmandu ad aspettare il mio zaino, dovevo proseguire nel mio tragitto per poter arrivare il tempo al villaggio di partenza. Lo zaino me lo avrebbero portato in qualche modo gli sherpa. E così feci, chi mi fermava a me!

Arrivai al villaggio! Ed il mio zaino chissá dove era. Avevo con me un cambio di biancheria ed i vestiti addosso, tutto lì!

Il villaggio di Jumla, pundo di partenza della spedizione a piedi
Il giorno della partenza dal villaggio

Si dormiva nelle tende sul tetto, ti arrampicavi sul muro aggrappandoti a delle sporgenze messe apposta, c'era spazio solo per la punta del piede o andava bene anche mettendo i piedi a papera, mi capite no? E salire era più facile che scendere, come spesso accade! Per andare "al bagno" ed avere un po di tranquillità aspettavo il buio. Prendevo la lampada e scendevo appesa al muro cercando con i piedi quelle sporgenze, diciamo che brancolavo letteralmente nel buio. Volevi andare al bagno si scendeva in un punto preciso, volevi andare al villaggio scendevi da un altro punto. "Il bagno" era una piattaforma di legno con sotto il vuoto e qualcos'altro :-). La piattaforma aveva delle assi di traverso dove potersi sedere ed un buco sotto, facile da capire no? Quella sera infilai gli scarponi, le uniche scarpe che avevo per il momento e mi diressi verso il punto per scendere dal tetto che portava "al bagno". Un piede, poi l'altro e persi l'equilibrio, per una frazione di secondo pensai "ora mi sfracello una gamba" la frazione di secondo dopo avevo preso in mano la situazione, mi ero spinta con le mani dal muro per cercare di saltare e atterrare su due gambe, e ci ero riuscita! Ero atterrata su due piedi, un atterraggio morbido. Un secondo per non capire niente il secondo dopo per avere un'immagine nitida nel buio della sera, ero atterrata dove non avrei mai voluto!! Il tempo di reagire ed ero affondata di qualche centimetro, maledetti quei chili messi su! :-) Pensai!

Sul fiume Karnali
Sul fiume Karnali la mattina dopo con i sandali prestati da un collega di spedizione!
Chissà se quella caduta mi ha portato fortuna durante tutto il resto della spedizione :-). Perché tornai a casa salva, certo non proprio sana...un batterio aveva parassitato la mia pancia e quei chili in più e qualche altro sparirono durante le settimane di spedizione, ma quella è un'altra storia :-).

E voi, siete mai scivolati su qualcosa di indesiderato? :-)


Se siete appena arrivati su questo blog e non sapete di cosa si tratta leggete qui e qui.
Siete ancora in tempo per rispondere all'indovinello di ieri!

11 commenti:

  1. Beh dai ti ha portato fortuna!!Poi una bella avventura di sicuro il viaggio in vetta al mondo!!

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    1. Oh sì! Quella caduta e quell'avventura in Nepal non le scorderò mai :-)

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  2. Certo che sono atterrata nella merda. Precisamente in un lago di guano di gabbiano lungo una salina abbandonata nella costa sud orientale della sardegna. Saltavo giù da uno sperone, e con un rumore di bacio appassionato, di risucchio inesorabile, ho perso entrambi i sandali, che mi è stato impossibile recuperare. Sono tornata a casa a pedi nudi (distante una cinquantina di chilometri, ero in macchina, e basta stare attenti che si guida anche a piedi nudi e maleodoranti), ridacchiando (ero giovane e la cosa mi divertiva parecchio) mentre il mio allora fidanzato, scuoteva la testa rassegnato ...

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    1. Guarda Laura non so perché ma ero sicura che anche a te fosse successa una cosa del genere :-), però il mio atterraggio è stato in quella umana, non so quella di un uccello mi sembra meno, come dire, schifosa! E la cosa più divertente è che ci ho riso allora e dopo tutti questi anni ci rido ancora. Pensa che tre anni fa ero in Italia per Natale e per puro caso ho incontrato il ragazzo che mi aveva prestato i sandali lì in Nepal dopo la mai caduta, mentre i miei scarponi erano ad asciugarsi. E dopo tutti questi anni abbiamo riso di nuovo di questo, il mio bello era con me e così ha sentito questa storia raccontata anche dal mio amico, io l'avevo già raccontata ma chissà magari non ci aveva creduto!

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  3. Scivolata spettacolare in pizzeria con vassoio stracolmo di roba ordinata dai miei figli atterraggio su borse ignote mentre qualcuno scattava fotografie...avrei voluto scomparire..ma mi sono alzata ho riso come tutti e ho ordinato altre pizze (sono rimasta imbrattata di schifezze tutta la serata) valentina

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    1. Ahhh Valentina, ti posso vedere lì! Come dicevo sopra, e meno male che queste cose succedono (naturalmente se nessuno si fa male) mettono una nota di allegria nella vita, ahh quanti ricordi dietro una figuraccia!! :-)

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  4. Scusa se rido di te.Mi sto rotolando e mi tengo la pancia dalle risate Mi ricordi la scena del film " Il millionaire" :anche al protagonista ,quella situazione portò fortuna...
    Laura R

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    1. Io questo film non l'ho visto, però se il protagonista è diventato quello che il titolo indica allora forse tra un po' posso smettere di lavorare :-) Quanti anni dopo la caduta c'è l'effetto? :-) Fai bene a ridere perché è uno degli obiettivi di questo gioco, farci una risata ogni tanto con i racconti di una vita, e poi so che non stai ridendo di me, tu stai ridendo con me!!

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  5. E' vero, sto ridendo con te. il film non è comico , anzi...è la misera vita che fanno gli orfani in India. Il protagonista ,bimbetto, ci si nasconde di sua spontanea volontà, per sfuggire ai trafficanti di bambini.L'effetto ,nel film, dopo una decina di anni..ci sei quasi..
    Laura R

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  6. Guarda, proprio oggi sono scivolata sopra una cosa bella morbida e per poco non ci finivo sopra col sedere. Spero almeno che mi porti un po' di soldi in più!!!
    caspita, che bella esperienza che hai fatto!!!
    Un bacio
    Francesca

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  7. Sono assolutamente fuori tempo, arrivata come sempre in ritardi! Ma dopo aver letto questo post, mi è venuta in mente una scena... e subito sono scoppiata a ridere ancora dal dolore e per la situazione: sono passati tanti anni, avrò avuto 17 anni, era mattina e come sempre scesa dal treno in stazione, stavo andando a scuola con le mie amiche, parlando con loro tranquillamente senza OVVIAMENTE guardare dove mettessi i piedi e ... la testa!!!! Voltandomi di scatto verso una di loro ho sbattuto energicamente il mio bel muso munito di occhiali contro il palo di un cartello stradale... sono rimbalzata a terra rovinosamente , che mi era accanto non capiva se stessi male o meno, perchè piangevo dal tremendo dolore che provavo (non vedevo nulla, in mente solo quella scena estremamnete comica!) e ridevo come una pazza seduta a terra. Ancora adesso rido a crepa pelle.
    Grazie perchè me l'hai fatto ricordare.
    Buona giornataR

    Roberta

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