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sabato 8 agosto 2015

In bosco

Fuori piove ma i cinque giorni di lavoro appena passati sono stati ricchi di sole e temperature intorno ai 20 gradi, la prima settimana di estate possiamo dire!

Per ben tre volte sono riuscita ad andare fuori in bosco. Se ci penso il più delle volte vado a controllare un futuro "omicidio" di alberi. Mi occupo tra le varie cose delle richieste e dei permessi per i tagli, e in questi casi mi godo il bosco quando è maturo, alto, grande, grasso, al massimo della sua bellezza. Poi so che sparirà e lo spettacolo non è dei migliori.

Bosco di pino silvestre, 7 agosto 2015

Seduta su un albero caduto mi domandavo cosa si potesse fare, fosse per me salverei tutti i boschi che controllo ma sarebbe un'ipocrisia, noi tutti usiamo legno, carta e prodotti derivati dal legname e dall'industria forestale, da dove crediamo vengano? Chi vogliamo ingannare? C'è chi è vegetariano, vegano o chissà che! Non mangia cibi di origine animale però poi lo/la vedi con scarpe di pelle, cinte, borse o vestiti belli, colorati...con coloranti di derivazione animale, lo vedi mangiare ghiaccioli industriali per rinfrescarsi quando fa un caldo tremendo senza pensare che non è di frutta ma è zucchero, acqua e coloranti che possono essere di origine animale, un controsenso no?! Però dicono che almeno uno fa qualcosa per attirare l'attenzione sul problema dello sfruttamento degli animali, mi sembra giusto! Sono d'accordo con loro!

Ma al bosco chi ci pensa? No voglio dire, di quali animali si parla? Quelli di allevamento o quali? C'è chi è figlio e chi figliastro? No perché se sparisce il bosco spariscono gli animali! Parliamo di ovini, bovini, suini o anche di insetti ed animali selvatici?

È un discorso così complesso che a pensarci fa soltanto girare la testa!

Flora sottobosco pino silvestre

Seduta su quell'albero caduto pensavo a questo bosco di pini silvestri con un sottobosco ricchissimo, betulle, olmi, aceri, felci, flora e poi la fauna! Pensavo che con qualche ora di lavoro tutto sarebbe sparito, uno spettacolo tremendo, ma poi lo avrebbero ripiantato, così funziona nei Paesi civilizzati. E magari nel giro di 60-70 anni sarei potuta stare di nuovo lì, esattamente nello stesso posto, seduta su un altro albero caduto a godere di un'altra flora ed un'altra fauna! Ma questo non avverrà, non sarò io a sedermi in quel bosco, qualcuno dopo di me lo controllerà di nuovo prima di un nuovo taglio!

Bosco di pino silvestre, 7 agosto 2015

E allora facciamo come i vegani e vegetariani, portiamo l'attenzione sui boschi, i nostri polmoni. Ci sono Paesi dove dopo in taglio non si ripianta, ci sono Paesi dove i tagli illegali sono l'unico tipo di tagli, ci sono Paesi dove il settore forestale è interamente corrotto, ci sono Paesi dove si stanno distruggendo le foreste vergini!! E poi ci sono Paesi dove i tagli illegali sono minimi, dove dopo aver tagliato ripianti, una bella favola...se non fosse che in questi Paesi "civilizzati" ci sono ditte, grandi ditte internazionali, belle, famose, allegre, colorate, che per risparmiare soldi e poter vendere un prodotto a poco prezzo comprano materia prima da altri Paesi "meno civilizzati".

Ecco ragazzi, quando volete comprare prodotti e derivati dell'industria forestale chiedetevi e chiedete al venditore da che Paese provengono, e non solo! Chiedete se è un legno proveniente da boschi/foreste certificati. Domandate e se non sanno rispondere non comprate! Ne possiamo fare a meno! Esattamente come della carne!

12 commenti:

  1. Giuste riflessioni su un argomento molto complesso e sfaccettato, Oriana.
    Devo dire però che sempre più spesso, davanti a un articolo in legno, mi capita di trovare l'etichetta che ne dichiara la provenienza da boschi certificati, soprattutto in quegli enormi bricocenter dove trovi reparti interi pieni di tavole di legno di ogni lunghezza e spessore.
    Proprio l'altro giorno ho acquistato una tavoletta di legno, niente di che, ma sono stata contenta di trovarvi sopra l'etichetta 'Compensato di pioppo, proveniente da coltivazione 100% italiana'.
    Sono piccoli segnali che fanno capire che l'acquirente anche qui in Italia si fa sempre più attento su quello he compra.
    Speriamo...

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    1. Sono convinta che noi acquirenti stiamo diventando sempre più attenti alla provenienza e metodi di produzione dei diversi prodotti in vendita. Si va nella giusta direzione!

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  2. Un post molto molto interessante, dici cose giustissime ed equilibrate. E che mi fanno pensare, sempre più, a quanto urgente e allo stesso tempo complicato sia vivere con il minor "impatto" (in termini di ambiente, ma anche di etica) sulle altre forme di vita... ma è doveroso provarci, sempre!

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    1. Giuso, ci dobbiamo provare tutti!

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  3. Dimenticavo...sempre molto belle le tue foto, quella con l'Epilobium poi...
    :-)

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    1. Grazie! E che era un epilobium l'ho letto nel tuo blog qualche giorno fa, altrimenti mica lo sapevo :-)

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  4. Complimenti condivido in pieno i tuoi pensieri che fai seduta sul tronco d'albero...ci sono troppi controsensi e illegalità ma ben poche leggi severe per prevenire e combattere!!Dovrebbe dipendere tutto dalla civiltà dell'uomo dove la si trova!!é tutto una catena se solo pensiamo a quanto può fare una singola ape...un bacione sempre sognando il tuo fresco e la tua pioggia qua ormai siamo sulla brace!!buona domenica e complimenti per tutte le bellissime foto anche dei post precedenti!!

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    1. Il caldo è arrivato anche qui, certo non caldo come da voi però va bene così :-) Buona domenica (sera) anche a te!

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  5. Quante volte penso a queste cose! Penso che ogni piccola goccia sia importante e alla portata di tutti e comincio dalle mie piccole azioni si ogni giorno... comunque se vogliamo bene ai boschi anche non mangiare carne è un gesto importante, pensa agli allevamenti intensivi e a quanto suolo viene deforestato ;-)
    Buona domenica pensierosa!

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    1. Sono d'accordo con te, qualunque goccia è importante. Per quanto riguarda produzione di carne e disboscamento non c'è una sola realtà e verità. Ti racconto per esempio cosa succede qui in Svezia, per semplicità mi limito agli allevamenti di bovini: per legge tutte, e dico tutte, le vacche in estate devono essere mandate al pascolo. Il pascolo di questi animali fa si che il bosco non si espanda, ora agli occhi di tanti può essere vista come una cosa negativa, ma così non è. Nei pascoli si trovano fiori che non sopravviverebbero se lì ci fosse bosco, fiori che hanno bisogno di un microclima torrido, di un "disturbo" da parte, in questo caso, di animali. A questi fiori sono legati insetti. Molti di questi fiori sono nella Lista rossa delle specie in via di estinzione. Se eliminassimo gli allevamenti il bosco si espanderebbe e molte specie sparirebbero. Avevo accennato qui del mio lavoro con i pascoli e il rimboschimento di essi. Se i pascoli hanno un alto valore naturale non si da il permesso di piantare il bosco. Il problema qui è che a causa di quote di produzione imposte dalla comunità europea ed altri accordi internazionali sui prezzi (non voglio entrare in particolari perché il discorso è infinito) molti allevatori sono costretti a chiudere gli allevamenti, i pascoli vengono abbandonati e il bosco si espande portando all'estinzione di specie. No guarda il discorso è troppo complicato. Si deve trovare un'alternativa alla chiusura degli allevamenti. Gli allevamenti non sono un problema, il problema è come vengono gestiti, il problema sono gli allevamenti intensivi come scrivi tu. Anche qui ci vorrebbe la giusta informazione ed educazione. Qui in Svezia si punta alla carne ecologica e certificata, costa molto di più ma è prodotta secondo regole che rispetterebbero l'animale, l'uomo e l'ambiente. Si riuscisse in questo potremmo mantenere i pascoli e frenare l'avanzata del bosco. Problemi diversi nei diversi Paesi, per questo a volte è difficile capirsi, non si conoscono le diverse realtà. Buona domenica sera anche a te!

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