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lunedì 8 giugno 2015

Sövde Triathlon

E così la prima gara della stagione è andata! Una giornata lunga e malgrado il sole fredda, un vento tremendo che mi ha fatto tremare più del solito, complice anche l'adrenalina per il mio importante compito, i rifornimenti durante la frazione di bici, a tutta velocità, perché non ci si ferma. Occuparsi dei rifornimenti è un compito che non auguro a nessuno :-) Mi è capitato di farlo ogni volta che lui ha gareggiato ed io no, così stressande che sono convinta che è meglio gareggiare che occuparsi  dei rifornimenti!!

Insomma, non è andata come avevo pensato io ma esattamente come aveva programmato lui. Semplicemente il suo piano io me lo ero perso! Presa dai preparativi, intenta a pianificare i rifornimeti durante la frazione di bici, tra un suo discorso e un altro su come dovevamo fare mi ero persa e non avevo esattamente capito come sarebbe finita. E quando ha fatto esattamente come aveva deciso ci sono rimasta, ma come?

Ma cominciamo dal principio...se non avete mai assistito ad una gara di triathlon, soprattutto di triathlon lungo, allora mettetevi comodi e godetevi questa carrellata di foto :-)

I preparativi sono minuziosi, cosa mangiare e bere per molte ore durante un'intensa attività fisica, poi tutto quello che devi avere con te per il nuoto, la bici e infine la corsa. Insoma una faticaccia già prima di cominciare :-)

Siamo arrivati un'ora e mezza prima della partenza ed ecco la bicicletta pronta e acchittata per la gara!

Sövde Triathlon
Bici pronta prima del check-in nella zona cambio

Sövde Triathlon
Zona cambio, gli atleti sistemano la bici e tutte le cose necessarie per la gara. I due cambi, nuoto-bici e bici-corsa avverranno qui. Il mio bello è quello con il casco (aerodinamico)

Sövde Triathlon
Frazione di nuoto con le boe ad indicare la direzione, si fanno due giri per un totale di 1900 m

Sövde Triathlon
Partenza! Il mio bello è quello più a sinistra, cioè il primo!

Sövde Triathlon
Altri attimi della partenza!

Sövde Triathlon
Inizio secondo giro

Sövde Triathlon
Uscito dall'acqua, di corsa verso la zona cambio, durante la corsa ci si toglie la muta 

Sövde Triathlon
Tolta la muta, messo il casco, gli occhiali, presa la bici e si corre fino all'uscita della zona cambio. Nella zona cambio è vietato andare in bici, si deve correre con la bici a fianco.
La frazione di bici consisteva in tre giri di 30 chilometri ciascuno ed io dovevo dare i rifornimenti all'inizio del secondo e terzo giro. Durante le gare ci sono dei punti precisi dove si possono dare i rifornimenti, ieri l'unico punto era presso la chiesa di Sövde, bianca, carina. Indovinate se tra qualche giorno compare la foto sul blog :-) .

Tornando alla gara, non vi dico che stress, arrivano a tutta velocità e afferrano quello che tu gli porgi, decisa, ferma, nessun movimento imprevisto che possa causare una caduta. E nel momento dell' "afferro" sono loro a farti quasi volare per terra!

Stai lì per ore, parli con gli altri che sono lì per lo stesso motivo, c'è tanto da chiaccherare per far passare il tempo e calmare l'agitazione, il vento, la frazione di nuoto che proprio a causa del forte vento è andata più lenta del previsto, i cambi. Stai lì parli, parli, parli e poi arriva la motocicletta che precede il primo.

E allora si fa sul serio, prendiamo le nostre posizioni e stiamo lì fermi, come dei pali, con borracce e gel in mano, concentrati per individuare il nostro uomo/donna e pronti per l'importante compito. 

Minuti di massimo stress, perché vi dico che riuscire ad individuare il tuo uomo/donna è già un'impresa, poi urlare per fargli capire la tua posizione, schivare gli altri ciclisti che buttano borracce, perché prima di afferrare quella che gli dai tu buttano quella che hanno usato il giro precedente e spesso non sono vuote per cui noi "rifornitori" diventiamo bersagli viventi. Insomma se non fosse per lo stress che viviamo ci sarebbe proprio da ridere, non vi dico quante "borracciate" mi sono presa in queste anni :-)

Poi lo vedo, urlo, mi sporgo un po' sulla strada, schivo una borraccia, lui butta la sua e colpisce il mio "compagno di rifornimenti", afferra la borraccia, il colpo mi sposta e cerco di non cadere mentre cerco di capire quello cosa mi urla e che sarebbe quello che poi devo dargli al prossimo giro. E in pochi secondi è passato.

Qualcuno mi urla, brava, è andata bene, tiro un sospiro di sollievo mi sposto un po' indietro e lascio lavorare gli altri, il mio bello era tra i primi. Un po' di riposo prima del prossimo rifornimento.

Ricominciamo a parlare, i minuti passano e poi di nuovo la motocicletta che precede il primo, riprendiamo le nostre posizioni, diventiamo dei pali e ci caliamo nel nostro ruolo, non si sente una mosca volare!


Sövde Triathlon
Fine del terzo giro, arrivo al cambio dopo 90 km di bici. Unica foto che sono riuscita a fare dal momento che dare rifornimenti e fotografare allo stesso tempo è un'impresa impossibile!!

Sövde Triathlon
Fuori di corsa!

La frazione di corsa era una mezza maratona, cioè 21,1 km. Quattro giri di poco più di 5 km ciascuno. Lo vedo bene, pimpante malgrado le ore di gara alle spalle, affronta la salita con energia mentre quello dietro comincia camminare. Tra quattro km sarà di nuovo da me! Pronta per il primo rifornimento sulla corsa, cosa molto più tranquilla di quello in bici.

Lo vedo arrivare, mi dice che non ha bisogno di rifornimento, sta bene, prosegue sul sentiero che gira e lo perdo un attimo di vista, mi sposto e quando lo rivedo sta sul lato sbagliato.

Che combina?? Ha sbagliato percorso?? Vado da lui, non ha sbagliato percorso, ha seguito il suo piano, basta per oggi, come si dice in gergo DNF, did not finish, si è ritirato.

Comeeee??? Non capivo, non ho capito, lui di solito va sul podio, se non vince, stava bene, ma che fai? Gli chiedo! No dico, ci siamo svegliati prima delle sei, uno stress tremendo per i rifornimenti, mi sono morta di freddo e lui DNF??? Tutto questo per cosa?? DNF??? Ho chiesto se si sentiva male, se si era infortunato? La pancia faceva scherzi? No, stava bene, aveva buone sensazioni, ed era questo che voleva, non aveva senso continuare, ci sarebbbero solo voluti più giorni di recupero, questa era solo una gara di prova, quella importante per la stagione è un'altra, lo so! Ma come, poteva comunque arrivare all'arrivo! Io non avevo capito niente! Niente! Abbiamo provato i rifornimenti e sono andati benissimo mi ha detto, i presupposti ci sono...e che cavolo mi sono detta. Ok, pochi minuti e mi sono calmata...era solo una gara di prova...a saperlo prima...DNF!!!

10 commenti:

  1. una storia magnifica. Lui però è Diabolico !

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    1. Ed io non me ne ero mai accorta :-)

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  2. - L'avevo detto io che anche per te sarebbe stata una faticaccia! Però brava! Brava anche come cronista: il racconto con la giusta tensione... ero lì a fare il tifo e poi.... "era solo una prova!" Ma nooo! Non è possibile!!!Forse però, l'hai vissuta con la tensione che ci voleva! E... ok, bravo anche l'atleta! :-)

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    1. E chi poteva immaginarlo che sarebbe andata così, non lo aveva mai fatto prima!

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  3. Cavolo, hai sposato un ironman! Premessa: io di Triathlon non capisco niente. Però non riuscirei mai, se in salute e buone condizioni fisiche, a non arrivare fino alla fine di una competizione. Non fa proprio parte del mio carattere. O mi alleno soltanto, o competo. E se competo, beh, gente, ci sono solo infortunio o knock out che possono fermarmi prima della fine.
    Probabilmente per il Triathlon valgono parametri diversi. Complimenti comunque a voi, entrambi, per l'impegno ed il buon risultato; e complimenti a te per le foto.

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    1. E lui ha fatto lo stesso...sono anche io un ironman :-) Ohi, difficile rispondere a questo commento, ma mi va di farlo :-) La parola mai (come la parola sempre) non esistono veramente. Si usano e lo faccio anche io ma non hanno quel significato che uno crede. Basta una sola volta perché tutti i mai diventino quasi mai e tutti i sempre quasi sempre. Gareggio anche io e so cosa vuol dire doversi ritirare per un infortunio, so la rabbia che uno prova quando tutte le ore di allenamento sfumano per una ruota bucata, per una storta, per un mal di pancia, so cosa vuol dire essere costretto a diminuire la velocità perché dopo sei ore di gara al rifornimento hai bevuto un bicchiere di acqua di troppo e quel bicchiere lo maledirai per le prossime due ore delle cinque di gara rimaste. Alle volte sei costretto al ritiro, non c'è altra scelta e per quanto amara sia è l'unica cosa da fare. Ma ritirarsi quando tutto va per il meglio, quando non c'è un infortunio di mezzo, quando la pancia non dà problemi, quando sei in forma, ritirarsi in quel momento per seguire il piano prestabilito è qualcosa di superiore, qualcosa che dimostra una forza mentale che va al di là di quella fisica. Ci sono meccanismi e materiali che si possono provare solo in gara, un allenamento non ti dà le condizioni adatte. Capisco che questo è un discorso che non ha fine, si fanno sport diversi con esigenze e livelli di preparazione fisica diversi. Sia io che lui siamo arrivati agli europei ed ai mondiali e sappiamo cosa ci vuole per essere lì, preparazione fisica, forza mentale e astuzia (in senso positivo) perché una volta che è l'infortunio (o knock out) a farti ritirare allora la stagione è andata, persa, non arriverai oltre, il tuo obiettivo,se uno ne ha qualcuno, è lontanissimo. Però capisco che in certi sport, soprattutto dove vi "date botte", non puoi a metà combattimento dire vabbé sono soddisfatto/a ciao ora vado a casa :-) Immagino che lì è meglio crollare per knock out che ritirarsi :-)

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    2. Ha! Ha! In effetti hai centrato in pieno il mio punto di vista: sul ring o sul tatami non si potrebbe dire, nel mezzo di un incontro, "Beh, ok, ho visto a che livello sono, grazie tante e arrivederci" :-D. In realtà si potrebbe farlo, credo, nelle competizioni di forme (Taolu o Kata, per citare due tipologie note), ma lì immagino subentri il carattere individuale e, se io competessi, credo proprio farei di tutto per arrivare fino in fondo e possibilmente sul podio.
      Forse hai ragione nel dire che "mai" e "sempre" esistono solo in senso relativo... diciamo allora che, fino ad oggi, non mi è mai capitato di doverlo fare e non credo proprio riuscirei a lasciare le cose a metà se sono a posto fisicamente e psicologicamente. Mi è successo di dover rinunciare a gare ed anche a stage per problemi fisici e la sensazione è proprio quella che descrivi tu: una rabbia indicibile! Ore di fatica ed impegno mandate in fumo in un momento...
      La mia, comunque, non era una critica: massima stima e rispetto per tuo marito (e, a questo punto, anche per te ironwoman!) che vi impegnate in competizioni tanto dure, peraltro raggiungendo livelli così elevati! Credo che ogni disciplina "funzioni" a modo proprio, come giustamente hai detto anche tu: "si fanno sport diversi con esigenze e livelli di preparazione fisica diversi".
      Ti ringrazio per la risposta e ti chiedo scusa se il mio commento ti era sembrato polemico, ti assicuro che non voleva esserlo nel modo più assoluto! Ciao e buon allenamento (in attesa della prossima gara)! :-)

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    3. No assolutamente no Viviana, non la ho presa come una critica. Sono contenta del tuo commento, non ho letto nessuna polemica in esso. Mi piace poterci confrontare con rispetto. Proprio attraverso il confronto si impara e si arriva a capire altre realtà che siano sportive o non. Diciamo così, che probabilmente in ogni sport (e forse anche nella vita) per arrivare a dei risultati bisogna essere determinati e saper fare la scelta migliore, che sia ritirarsi, andare avanti o tornare indietro...in certi sport lo puoi fare in altri devi cadere a tappeto :-). Strade diverse per arrivare agli obiettivi prestabiliti.

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  4. C è dell incredibile nel piano di tuo marito...Benedetti atleti . valentina

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